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martedì 30 maggio 2017

GARA DI PESCA e Laboratorio PESCI FUOR D'ACQUA

L'ARENA, Associazione Culturale e Sportiva, organizza un altro evento da non perdere!

Tanto divertimento per adulti con una GARA DI PESCA...e per i bambini? 
I bimbi nel frattempo si divertiranno con il LABORATORIO CREATIVO "PESCI FUOR D'ACQUA"!


  • Dove? LAGO ARCOBALENO 🌈 Via Nazareno Strampelli 2 - 00040 Ardea (Roma)
  • Quando? Sabato 10 Giugno 2017
  • A che ora? dalle 8 alle 12,30 (raduno dalle 7:30)
  • Perché? Gara in ricordo di Franco Arena
  • Quanto costa? Il costo della partecipazione è di € 20 (per partecipante, con una sola canna). Essendo l'evento riservato ai soci dell'Associazione L'ARENA, per chi non lo fosse già, verrà richiesta prima l'iscrizione con il contributo per il tesseramento 2017 di € 5.
  • Iscrizioni all'evento entro Sabato 03/06/2017
Per ulteriori info ed iscrizioni: larena@altervista.org

giovedì 6 aprile 2017

Gioco Gym e Salsa per bambini...con L'ARENA!

L'attività fisica per in bambini è davvero importante...e se è pure divertente, meglio ancora!
E' fondamentale proporre il movimento tramite il gioco, per un apprendimento stimolante.
L'ARENA, associazione culturale e sportiva, senza scopo di lucro, è riuscita a far combaciare perfettamente tutto questo, con i nuovi corsi che propone, vale a dire: GIOCO GYM e SALSA, per bambini/e!

Mercoledì 19 Aprile 2017 si terranno a Roma (zona Garbatella), ben 2 lezioni di prova senza impegno delle suddette attività.
Le attività saranno rivolte solo ai soci dell'Associazione, pertanto sarà possibile iscriversi e partecipare ad una o entrambe le prove:
- GIOCO GYM dalle 16.30 alle 17.30
- SALSA dalle 17.30 alle 18.30

Per info: larena@altervista.org

👉 https://www.facebook.com/events/1361590310529100/

👉 larena.altervista.org
 


venerdì 17 febbraio 2017

Una Banda...in cucina!




www.bandapiccolichef.it
Una banda, tanti bambini che in modo divertente imparano i principi di una corretta educazione alimentare; il "divertimento" si unisce al "mangiare sano" e crea la Banda Piccoli Chef!

La Banda Piccoli Chef è stata oggetto della mia tesi universitaria, un'associazione di Arezzo, ma che ha un'importanza nazionale vista la stretta collaborazione con la Coldiretti che si impegna a fornire prodotti km 0, la Lilt(Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori) e la FIC (Federazione Italiana Cuochi), poiché con un progetto davvero interessante ha permesso la comprensione dell'efficacia diretta delle esperienze sensoriali in tema alimentari, laddove queste vengono rese realizzabili in un contesto divertente e specifico per i bambini.

La Banda si muove essenzialmente in Toscana, nello specifico nella provincia di Arezzo, con i suoi laboratori rivolti a centinaia di bambini dai 2 ai 14 anni, proponendosi di educare alla sana alimentazione attraverso il gioco ed il divertimento; vengono realizzate ricette del territorio, si insegna ai bambini a distinguere i prodotti di stagione, si fa riconoscere il cibo tramite degustazioni bendate e vengono creati laboratori anche interamente dedicati alla celiachia affinché i cibi gluten free possano esser visti anch'essi come buoni, gustosi e golosi. 

Talvolta con i bambini, vengono coinvolti anche i loro familiari, poiché è davvero importante un'educazione alimentare estesa a tutta la famiglia, che inizi il prima possibile nelle semplici attenzioni quotidiane, che abitui ad utilizzare ingredienti salutari, sani,
stagionali, sempre al fine di sensibilizzare verso alcune malattie e poterle prevenire.

La ricerca universitaria da me effettuata, ha portato ad indagare sulle abitudini alimentari dei bambini ed in particolar modo, ha analizzato le risposte ad alcune domande sottoposte anche ai genitori dei componenti della Banda Piccoli Chef, nonché protagonisti dell'omonimo programma televisivo Banda Piccoli Chef in onda su Teletruria (canale 10 del digitale terrestre) per meglio comprendere il grado di soddisfazione dato dalla partecipazione a questi "laboratori del gusto" e verificare quali migliorie un esperienza di tale genere, poteva aver apportato nelle abitudini alimentari dei piccoli protagonisti.

I "piccoli chef" sono infatti risultati essere più sicuri e capaci di relazionarsi meglio con i loro coetanei, ma soprattutto rispetto al cibo: hanno acquisito conoscenze nutrizionali sugli alimenti e grazie alla partecipazione sempre più attiva nella preparazione dei piatti,
sono arrivati a mangiare alimenti che prima non gradivano.
Risultati immagini per chef mestoli
L'analisi delle risposte ha dimostrato come nella pratica, 'laboratori culinari e di divertimento', come quelli proposti dalla Banda Piccoli Chef e dai suoi professionisti, andassero effettivamente a modificare le abitudini, i modi di essere, le conoscenze dei bambini ed adolescenti, formando la loro cultura non solo culinaria, ma fornendogli le basi per corretti stili di vita, che custodiranno per sempre, anche quando proveranno del junk-food ad esempio.

Questo perché mentre assaporiamo del cibo, i nostri sensi interagiscono continuamente, inviando al nostro cervello, percezioni, emozioni, gusti e ricordi. Si creano infatti le "memorie del gusto", una combinazione complessa delle sensazioni provate, che se create in un contesto positivo, come quello dei laboratori della Banda, che mi piace definire come "laboratori esperienziali, culinari e creativi" saranno ancora più valide, in quanto permetteranno in un modo semplice, ma efficace, di trasmettere importanti messaggi di educazione alimentare tramite l'imparare facendo-vedendo-sentendo-provando grazie ai sensi, poiché i bambini protagonisti imparano a riconoscere il cibo, ad assaporarlo ....e soprattutto a distinguere per sempre quello di qualità!



domenica 5 febbraio 2017

Quando inizia CARNEVALE?

Castagnole e frappe già in vendita, bambini mascherati che lanciano coriandoli....ma è davvero Carnevale???
Ancora no! 

Infatti Carnevale quest'anno inizierà il 12 Febbraio 2017 ossia la Domenica di Settuagesima ("circa settanta giorni prima di Pasqua e segna l'inizio del Tempo di Settuagesima o Tempo di Carnevale, un tempo di preparazione alla Quaresima, in cui si dovrebbe iniziare l'astinenza dalle carni nei giorni feriali").
Giovedì Grasso, sarà invece il 23 Febbraio, quindi la domenica di Carnevale il 26 Febbraio, ed il Martedì Grasso, termine del Carnevale, sarà il 28 Febbraio!



Abbiamo quindi ancora una settimana per preparaci! 
A breve la ricetta delle frappe (di mia nonna), da provare assolutamente! 😋

giovedì 2 febbraio 2017

App "Bimbi in cucina"

Già vi avevo dato la mia ricetta della favolosa "Maionese vegana" (con latte di soia e senza uova) gustosa e leggera, estratta da questa applicazione e sono sicura potrete trovare molte altre ricette e curiosità culinarie. 
L'app di Bimbi in Cucina "insegna la corretta alimentazione ai più piccoli, in maniera divertente e coinvolgente", con le ricette di Marco Bianchi, chef presente dal 2014 anche nella nota trasmissione tv La prova del cuoco, nonchè divulgatore scientifico per Fondazione Umberto Veronesi. 

Marco Bianchi infatti, "Promuove i fattori protettivi della dieta e le regole della buona alimentazione attraverso consigli gastronomici che aiutano a restare in salute con gusto e a prevenire le patologie più comuni" e definisce le ricette come "matrimoni ben riusciti: un’unione di elementi che, per come sono naturalmente fatti, insieme danno il meglio di sé".




mercoledì 18 gennaio 2017

EVENTO della BANDA PICCOLI CHEF!

L'appuntamento all'evento della Banda Piccoli Chef della Dott.ssa Lapini è per Giovedì 26 Gennaio 2017 alle ore 17,00 presso la Sala dei Grandi - Palazzo della Provincia di Arezzo, per raccontare questo grande progetto e per festeggiare i suoi cinque anni di attività!


Volantino dell'evento




mercoledì 7 dicembre 2016

Il gusto nasce in famiglia

Con piacere condivido un mio nuovo articolo pubblicato dalla rivista dell'Accademia Italiana di Gastronomia e Gastrosofia:


Parlare di prevenzione, di aspetti nutritivi ai bambini e pensare che possano comprenderli è difficile; possono imparare a memoria questi concetti già verso i sei anni, ma non apprenderne il significato, ma anzi parlargli della salubrità di un cibo piuttosto che di un altro può fargli memorizzare il concetto e associarlo però negativamente ad un'esperienza, che può esser ricordata fino in età adulta. 
Risultati immagini per mangiare in famigliaEcco lì che si parla di esperienze, come quelle sensoriali, concrete, per arrivare a far recepire informazioni salutari tramite una memoria al gusto ricca di gradevoli profumi, colori, gesti ed emozioni.
Ad influenzare il gusto, il sapore e la sensazione percepite nell'assaporare un piatto, influiscono infatti tanti fattori che non sono solo dati dalle papille gustative, dalle sensazioni di dolce, amaro o salato, altrimenti il gusto dovrebbe essere oggettivo, così come le 'critiche gastronomiche', ma bensì è l'atmosfera di quell'istante in cui avviene l'assaggio che ci fa avere un giudizio su ciò che stiamo assaporando: le persone che ci circondano, il luogo o la situazione che si crea; nella mente, va quindi a plasmarsi il ricordo di quel piatto abbinato alle nostre sensazioni ed è quindi fondamentale il modo in cui viene condiviso un 'momento comunitario culinario' seppur domestico.
Si pensi ad un 'piatto della nonna', magari preparato insieme, che mai assumerà lo stesso gusto seppur assaggiato negli anni nelle più diverse varietà di preparazione (come non pensare al “miracolo del cioccolato” di Amelie Nothomb nella Metafisica dei tubi).

La tavola, in cui si portano i cibi frutto dell'amore e dell'impegno per prepararli,  può anche essere il luogo in cui si presentano in famiglia i problemi, magari emergenti o non risolti; spesso diventa la cena il momento in cui si parla della giornata appena trascorsa e vengono portati a tavola appunto pensieri, preoccupazioni o anche conflitti; è lo specchio dei rapporti del nucleo familiare, luogo di condivisione, di messaggi, di scambi, di confronti, tanto importante quanto educativo ed è essenziale che durante i pasti il clima sia piacevole, fondato sul rispetto e sull'ascolto. 

Ogni famiglia ha il proprio modo di riunirsi a tavola e condividere un pasto; ha la sua “cultura della tavola”, anche per il modo di apparecchiare, servire e lavare infine i piatti; i bambini verso i due anni sono volenterosi di aiutare in queste attività domestiche, mentre quelli più grandicelli non molto e pertanto si possono introdurre abitudini familiari anche sulla collaborazione e rotazione dei compiti.
E' naturale anche che i bimbi piccoli a tavola abbiano voglia di giocare, magari con il cibo, facendo esperimenti o mangiando con le mani, così come per gli adolescenti sarà difficile pensare che possano essere “perfetti” a tavola, quando già si trovano in un delicato momento di sviluppo.
E' il modo in cui il genitore si rapporta al figlio che va ad essere problematico se ci si pone a tavola con frasi di rabbia, minacce che facciano sentire il bambino/ragazzo inadeguato, sbagliato,... ma piuttosto ciò che si può fare è mettersi sullo stesso piano, dimostrando interesse verso i suoi gusti, i suoi pensieri e la sua partecipazione alla spesa e alla preparazione dei cibi qualora quelli proposti non risultino essere di suo piacimento. 
Per gli adolescenti è un po' più difficile saperli prendere, perché sono certamente impegnati ad utilizzare le loro energie in molte altre faccende, piuttosto che a quelle delle pratiche culinarie; i messaggi legati al cibo, che arrivano dall'esterno poi, propongono da un lato “modelli estremi di bellezza” e dall'altra incentivano certi consumi non proprio salutari. 

I ragazzi si ritrovano a consumare quindi abbondantemente junkfood e bibite ricche di zuccheri, ma ciò che si può fare, non è sicuramente vietare tutto questo, bensì far in modo che questi possano rappresentare un'eccezione, continuando quindi a proporre con coerenza i valori familiari rispetto all'alimentazione (somministrando piatti di qualità, continuando a rendere piacevole il momento della condivisione del cibo, facendo discorsi seri per farli ragionare sul proprio corpo) e sul comportamento a tavola, perché questi principi faranno sempre parte di loro stessi.

venerdì 2 dicembre 2016

7 consigli per l'educazione al cibo dei nostri figli


7 consigli per comunicare l'educazione al cibo ai nostri figli:
  1. concedersi del TEMPO per fare la spesa, cucinare e mangiare
  2. CONDIVIDERE la distribuzione dei compiti legati alla preparazione dei pasti tra tutti i componenti della famiglia, e cercare di cucinare e mangiare insieme il più spesso possibile
  3. essere CONSAPEVOLI del cibo che si assapora concentrandosi sui piaceri che genera non facendo altre mille cose mentre si cucina o si mangia!
  4. dare RITMI di spazio e tempo per pasti e spuntini, al fine di regolare più facilmente l'appetito
  5. non esagerare con le QUANTITÀ delle porzioni, ma neppure per gli acquisti per evitare sprechi alimentari
  6. VARIARE spesso il menù durante la settimana e preferire prodotti di stagione
  7. creare un LEGAME CON LA TERRA coltivando dei prodotti in un qualsiasi angolo di casa per scoprire i cicli naturali


lunedì 21 novembre 2016

Educazione Alimentare

Cos'è?  A chi è rivolta?  In che modo?  Da chi?

Cerchiamo di rispondere a queste domande, con l'articolo che segue.

L’educazione alimentare può esser definita come l’insegnamento atto a spiegare i benefici dei cibi, studiandone le loro funzioni, le loro proprietà e personalizzando un percorso in base alle esigenze proprie di ogni persona. Sono necessarie quindi sia conoscenze scientifiche, ma anche basi semplici ed efficaci per spiegare nel dettaglio, pian piano, come occuparsi della propria salute e del proprio benessere, mangiando.
L’educazione alimentare può essere rivolta a tutti, ma se per gli adulti è impartita affinché questi possano rieducarsi al cibo, per migliorare il proprio aspetto, controllare il peso corporeo, ecc.., nei bambini e nei ragazzi questa viene effettuata sotto varie forme perché possano davvero acquisire il più possibile progressivamente, per stare bene nel loro rapporto con il cibo; gli insegnamenti alimentari avvengono tramite il gioco, esperienze e divertimento.
Gli adulti hanno comunque un ruolo fondamentale, anche quando l’educazione alimentare è rivolta ai piccoli in quanto un insegnamento seppur per loro, deve essere sostenuto dalle famiglie e deve coinvolgerle, in modo tale da poter essere davvero efficacie e duraturo nel tempo.
L’educazione alimentare è quindi indispensabile in giovane età per formare ed istruire al cibo, ed in caso di problematiche legate all'alimentazione per modificare lo stile alimentare affinché possa diventare più sano, attraverso informazioni che possano modificare abitudini scorrette al fine di migliorarle.
Riuscire a scoprire alleanza nel cibo è essenziale in percorsi di controllo del peso, per gestirlo, monitorarlo e mantenerlo, per stare bene con se stessi grazie alle conoscenze acquisite e stare bene col mondo. Nei programmi di dimagrimento infatti è importante affiancare un percorso di educazione alimentare, per comprendere cosa e come preparare, cucinare e quindi mangiare cibi più gustosi e salutari, non solo nel “periodo di dieta”, ma nella vita, divenendo quindi abitudini naturali e quotidiane.
Ciò che è importante evidenziare è che il vantaggio di un educazione o ri-educazione alimentare, non è solo a livello puramente fisico, ma bensì aiuta a trovare il piacere di mangiare, di assaporare, apprezzare con gusto, condividere i piaceri della buona tavola e molto altro; pensiamo ad una persona gravemente obesa che non ha più una vita sociale.
La differenza con una dieta ai fini del dimagrimento sta proprio nel fatto che questa prevede un regime alimentare con restrizioni imposte dal medico, nutrizionista o dietista che il paziente deve seguire; con l'educazione alimentare l'esperto di riferimento, fornisce gli “strumenti” per modificare eventualmente le proprie abitudini alimentari, con un semplice ruolo di guida, tramite esperienze dirette, talvolta molto divertenti nel caso di bambini ed adolescenti, che lasciano loro nozioni perenni.

venerdì 18 novembre 2016

Noi i denti li laviamo così :-D

Oggi vi parlo di una simpatica app che piace molto a mio figlio: NURDLES TIME!

Insegna ai bambini come passare lo spazzolino sui denti e poi lavarli per 2 minuti, tempo che scorre accompagnato da una divertente musica!
Contenti del risultato, i bimbi riceveranno anche 20 stelline sull'app, per comprare accessori al simpatico personaggio! 

...Noi i denti li laviamo così! :-)

Da Google Play: 
"Convincere i bambini di qualsiasi età a lavarsi i denti è una vera sfida. Ma non quando sei un Nurdle! Grazie a questa app, i bambini non vedranno l'ora di lavarsi i denti! I Nurdles mostrano ai bambini il modo più corretto e divertente di lavarsi i denti. Una canzone accattivante li fa ballare, mentre un timer conta alla rovescia per due minuti (il tempo di spazzolamento consigliato dai dentisti). E visto che si divertono, finiscono senza nemmeno rendersene conto.
A ogni lavaggio completo guadagnano punti stella che possono usare nello shop per acquistare fantastici accessori per il proprio Nurdle."



Carina no?


I vostri bimbi lavano i denti senza problemi?

mercoledì 16 novembre 2016

Orto e bambini: 7 benefici

Oggi è stato pubblicato questo mio articolo su TaccuiniStorici.it, rivista dell'Accademia Italiana di Gastronomia e Gastrosofia:


L' American Horticultural Therapy Association (AHTA) definisce l'ortoterapia come “un processo attivo inserito nel contesto di un piano prestabilito di trattamento, nel quale il processo costituisce il mezzo terapeutico e non il risultato finale.”
L'ortoterapia comprende infatti tutte quelle attività come la coltivazione di piante ed ortaggi, ma anche la semplice cura di queste, attraverso la stimolazione dei propri sensi (tatto, udito, olfatto e vista).
Con questa nuova terapia si riesce a migliorare lo stato psicologico e fisico di un individuo, andando a lavorare con degli esseri viventi, ossia le piante, permettendo di migliorare le proprie capacità personali, ma anche la socializzazione e lo sviluppo della fiducia in se stessi vedendo raggiunti degli obiettivi, dei risultati quali la crescita, la maturazione e poi la degustazione dei propri frutti.
E' un'attività molto antica, praticata da oltre 40 anni come terapia in America ed è diventata  di grande interesse anche nel nostro paese dove enti ed associazioni, tramite percorsi naturalistici di questo tipo in fattorie didattiche ad esempio, riescono ad insegnare anche l'educazione alimentare.
In ogni realtà, da quella domestica a quella scolastica, è possibile realizzare un piccolo orto con queste finalità; basta infatti un piccolo balcone, il davanzale di una finestra o semplicemente una bacinella in un cui far germogliare dei semi. 
I bambini saranno stimolati nel movimento (zappare, seminare,  annaffiare, potare e raccogliere i frutti),  nell'apprendimento intellettivo (acquisiranno nuove nozioni botaniche, di concentrazione, memoria, nonché alimentari), nella socializzazione, nella percezione di se stessi e nel rafforzamento della propria autostima.
A tal proposito nasce nel 2004 in Italia, ma ha coinvolto poi l'Europa e l'Africa, Orto in condotta, la cultura dell'orto insegnata ai bambini, un progetto di Slow Food, che tramite questi 'speciali orti'  ha l'intento di portare l'educazione alimentare, al gusto ed ambientale nelle scuole, dove l'esperienza diretta aumenta e rafforza l'apprendimento.
I bambini con la coltivazione e poi la raccolta dei prodotti frutto del loro lavoro ed amore, saranno più consapevoli di ciò che andranno a gustare, nonché orgogliosi dei  risultati che avranno ottenuto, imparano inoltre a prendersi cura dell'ambiente circostante con facilità, come già più di un secolo fà, evidenziava Maria Montessori, medico e pedagogista, parlando dell'importanza e del legame tra natura ed apprendimento, affermando che “le cure premurose verso gli esseri viventi sono la soddisfazione di uno degli istinti più vivi dell’anima infantile. Perciò si può organizzare facilmente un servizio attivo di cure alle piante e specialmente agli animali. Nessuna cosa è più capace di questa di risvegliare un'attitudine di previdenza nel piccolo che vive il suo attimo passeggero, senza cure per il domani. Ma quando sa che quegli animali hanno bisogno di lui, che le pianticelle si seccano se non le annaffia, il suo amore va collegando con un filo nuovo l'attimo che passa col rinascere del giorno seguente”.
Il progetto “Più frutta, più verdura!” condotto da Slow Food (tra il 2004 ed il 2010 a Milano), ha mostrato come i bambini coinvolti nella coltivazione di un orto migliorano le loro abitudini alimentari e risultano poi essere più volenterosi di mangiare frutta e verdura; questo come vedremo, è uno dei tanti esempi di esperienza sensoriale che educa ad una corretta alimentazione.

7 benefici dell'ortoterapia
1- CONOSCENZA: conoscere l'origine dei prodotti, la loro stagionalità, i loro cicli naturali.
2- MOVIMENTO: attività motoria fatta zappando, seminando ecc.
3- ESPERIENZA MULTISENSORIALE: tutti e 5 i sensi all'opera.
4- FARE E IMPARARE: facendo le possibilità di imparare si moltiplicano.
5- MEMORIA: si imprimono nella nostra memoria ricordi indelebili
6- VALORIZZARE: si apprezzano e si da un valore non solo economico alle verdure.
7- CONSAPEVOLEZZA DEI CIBI BUONI: si diventa consumatori consapevoli del buono, non solo nel senso del gusto


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domenica 13 novembre 2016

Una fattoria didattica vista da vicino!

La Fattoria di Valentino, è stata uno dei casi studio della mia tesi di laurea.
Da sempre infatti ho mostrato il mio interesse verso la didattica, l'educazione alimentare, l'ambiente e diciamo che una FATTORIA DIDATTICA, racchiude in realtà, proprio tutto questo in un mix fantastico, speciale e fruibile davvero facilmente; questo penso sia davvero ciò che le rende così spettacolari agli occhi dei bambini...ed anche ai miei!

La Fattoria di Valentino è una “fattoria eco-didattica” che si trova immersa nel Parco dei Castelli Romani, Loc. Frattocchie-Marino, a meno di 20 km dal centro di Roma e si estende per 5 ettari di terreno tra vigne, ulivi, castagneti, un laghetto e molteplici spazi per i suoi animali, nonché le sue strutture come il frantoio, la sua cantina per la vinificazione, la struttura agrituristica vera e propria con il ristorante, ed ha ottenuto il riconoscimento come azienda prima classificata al Concorso Rete delle Fattorie didattiche della Provincia di Roma.
Il Parco per le attività didattiche è rivolto ai bambini dai 5 ai 15 anni, ma anche a ragazzi di istituti professionali per l’agricoltura o l’ambiente, per le famiglie e per tutti gli appassionati di verde e di cultura enogastronomica del territorio locale.
L'intera superficie è stata pensata e progettata suddividendola in “aree produttive” ed “aree di osservazione”, per meglio comprendere tramite l’esperienza diretta il rispetto per la natura, i suoi ritmi e la struttura della vita rurale per la produzione dei beni alimentari tipici del territorio.
Il Treno Nino, il trenino della fattoria, è una delle attrazioni più divertenti e particolari del Parco costituito da un trattore con una testa divertente, che traina dei vagoncini gialli, verdi e blu, pensati anche per bambini diversamente abili, che li accompagna nel giro di tutto il Parco percorrendo quasi 50.000 mq del terreno insieme ad un'animatrice, che tramite il gioco permette ai bambini di apprendere moltissime notizie sugli alberi, le piante, la frutta, l’agricoltura biologica, le tecniche di coltivazione e gli animali (cavalli, asini, caprette tibetane, pecore nostrane, pavoni, fagiani, tacchini, galline, anatre, piccioni, tortore, conigli e maiali).
I bambini grazie ai percorsi didattici proposti alle scuole, possono visitare la fattoria ed esser avvicinati direttamente alla natura grazie ad esperienze sensoriali.


Animali della Fattoria di Valentino

Voi siete stati (o vorreste andare) con i vostri bambini in una fattoria didattica?

lunedì 23 maggio 2016

Questionario sulle ABITUDINI ALIMENTARI dei BAMBINI


Ciao a tutti!

Vi invito a compilare un questionario per la mia tesi, sulle ABITUDINI ALIMENTARI dei BAMBINI!
Vi ringrazio anticipatamente e rimango a disposizione per qualsiasi consiglio, suggerimento o informazione!

Al termine della compilazione, sarà possibile scaricare un mandala da colorare :-)


    Immagine senza didascalia
    Grazie!


giovedì 26 marzo 2015

Concorso di "favole della buonanotte"!

Sto partecipando ad un concorso che selezionerà 30 storie poi raccolte all'interno del libro "Notti da favola con DryNites®"; le scrittrici prescelte riceveranno 10 copie del libro direttamente a casa. Inoltre, tra tutti i partecipanti al concorso, verrà sorteggiato un viaggio per 4/6 persone a Disneyland® Paris  e 300 libri di favole pubblicati!


Se vi va di leggerle e darmi i vostri commenti, le favole scritte da me, sono "Federico, il piccolo cuoco!" e "Camilla ed i fiori". Per ora è stata pubblicata sul sito la prima :-) ...e penso di scriverne altre!


Se volete provarci anche voi, registratevi sul sito www.nottiasciutte.it e pubblicate la vostra favola della buonanotte (non più di 2000 caratteri)! Avete tempo fino al 15 Maggio 2015!


Avete altre concorsi da segnalare? 

Come sempre, se volete pubblicare una ricetta, segnalare notizie interessanti, parlare di una vostra esperienza, ecc... scrivetemi compilando il modulo "contattami" oppure inserendo un commento ;-)

venerdì 21 novembre 2014

Adenotonsillectomia: la nostra esperienza PARTE 3

(Adenotonsillectomia: la nostra esperienza PARTE 1)

(Adenotonsillectomia: la nostra esperienza PARTE 2)


Parte 3, l' ultima per questi post sulla nostra esperienza per l'adenotonsillectomia, che spero possano esser utili a chi si dovrà sottoporre a questo tipo d'intervento o per scambiare opinioni, pareri, commenti, ecc...

Quel giorno, parlando con alcune mamme, ci siamo raccontate le nostre esperienze e tra chi come noi faceva "TA", c'era chi soffriva di accessi tonsillari, chi problemi d'otiti ricorrenti, ecc...
Quel giorno le adenotonsillectomie sono state fatte dopo gli interventi di sola asportazione di adenoidi o tonsille e quindi l'attesa faceva crescere l'ansia...



Ogni mamma, che lo desidera, può accompagnare il proprio bambino in sala operatoria, indossando gli appositi camici, copri-scarpe,cuffiette, ... ed aspettare che si addormenti con il "palloncino magico"! 
Io ho detto al mio bambino "Guarda mamma...Mi hanno mascherata da dottore!!!" e lui ha iniziato a ridere a crepapelle...sono stata più felice e rilassata nel vederlo addormentarsi con il sorriso... 
Il personale-operatorio efficientissimo, molto umano e simpatico con i bambini!
Se si pensa che in un'ospedale su misura di bambini c'è dal camice operatorio con gli orsacchiotti, la luna e le stelle, al puzzle in stanza, ai quadri di Cars o Winnie the Pooh sui corridoi....
Nel complesso l'intervento è durato circa 1 ora... e quell'ora di attesa sembra un'eternità, finché poi non senti il pianto di tuo figlio e lo riconosci tra un milione di urla...!
Ogni bambino ha un risveglio diverso dall'anestesia... chi giustamente urla, piange, si agita, si addormenta...e quando poi tra il pianto ed il lamento, ha aperto un secondo gli occhi, si è accorto di me e mi ha fatto un sorriso enorme, bè...lì si che mi sono sciolta!!! 

Non penso assolutamente che sia una banalità quest'intervento, e molte mamme erano di questa opinione, soprattutto per il post-operatorio penso...
Oltre ai disturbi di un'anestesia generale, c'è il dolore, la difficoltà nel parlare, nel deglutire...però un bel gelato cremoso a distanza di circa 4 ore, l'ha reso davvero felice!
Mi hanno spiegato che nei giorni a seguire è normale se si presenta cattivo odore nella bocca, febbre e dolore (questi ultimi da trattare unicamente con paracetamolo), mi hanno detto che non deve stare a contatto con più di 1 o 2 bambini (che dovrebbero stare benissimo!), che dopo 15gg può tornare a scuola ed indicato la dieta da seguire.
Io posso aggiungere che la voce cambia (per il nuovo spazio disponibile nella bocca e nel naso!), c'è comunque debolezza e difficoltà e poca voglia di mangiare (solo liquidi e semi-liquidi freddi o tiepidi per 7gg).

Servono sicuramente tante coccole e attenzioni!!  
...e a circa una settimana dall'intervento, una visita di controllo!!



Adenotonsillectomia: la nostra esperienza PARTE 2

(Adenotonsillectomia: la nostra esperienza PARTE 1)

Ed eccomi qui, come anticipato, a raccontare il day-hospital per la pre-ospedalizzazione, avvenuto il giorno prima dell'intervento.

Inizio col dire che bisogna a mio parere, armarsi di tanta pazienza soprattutto vista la preoccupazione che già si ha; occorre portare qualche giochino per intrattenere i bambini e spiegargli sempre le cose, in modo sincero, ma appropriato alla loro età!


La giornata è stata un pochino impegnativa e stressante, penso per tutti i bambini...
all'orario dell'appuntamento ci siamo infatti trovati tra una sala d'attesa ed un corridoio in mezzo alle scale, ad aspettare insieme almeno altri 10 bambini e rispettivi genitori (circa 30 persone tra passeggini, bagagli, ecc... per circa 8 posti a sedere...), che chiamassero per la preospedalizzazione e alcuni per l'ingresso in reparto per l'intervento... dopo più di un'ora, hanno iniziato finalmente a chiamare ed uno per volta, siamo entrati nel reparto dove abbiamo avuto singolarmente con i rispettivi bambini, un colloquio con un'infermiera, per i dati anagrafici diciamo e poi, dopo un ulteriore attesa in una stanzetta super
affollata, un colloquio con un otorino che ci ha richiesto alcuni dettagli, come familiarità' per alcune malattie, allergie, peso, altezza, ecc...  Abbiamo fatto un esame audiometrico di controllo, dove per fortuna e' risultato tutto ok!!  Notizia fantastica...quella che speravo ed aspettavo :-)
Tutte quelle medicine quindi sono servite, anche se gli hanno causato non pochi problemini!!
Dopo le formalità di accettazione, è stato fatto vedere a tutti i bambini, un video sotto forma di cartoon, in cui un pupazzetto di nome "Anestesio" spiegava cosa sarebbe accaduto l'indomani: un palloncino con polverina magica li avrebbe fatti addormentare, le mamme che volevano le avrebbero accompagnati e che le avrebbero comunque riviste al risveglio, si sarebbero dovuti lavare accuratamente, così come le mamme che li avrebbero accompagnati, ecc...
Tutti i bimbi naturalmente si innervosivano poi per l'attesa, la fame, la stanchezza...per quanto si possano portare giochini e passatempi... 
Alla mensa dell'ospedale, abbiamo potuto mangiare velocemente (per i bimbi è incluso anche il pasto) fin quando non siamo poi stati chiamati per l'ultima visita, quella anestesiologica.
L'anestesista, dopo domande varie, spiegazioni dell'anestesia dell'intervento, del digiuno ed una visita, ha detto testualmente: "Come fa questo bambino a respirare e mangiare? - Poverino...o mangia o respira!" e mio figlio ha risposto, con l'innocenza di un bambino: "Io voglio mangiare!!" (cosa che purtroppo non riesce più a fare bene come vorrebbe, vista la grandezza delle sue tonsille) ed il medico, molto gentile, gli ha detto: "Ecco, da domani riuscirai a mangiare meglio e non avrai più tutti questi dolori alla gola e le orecchie!!"
Finita la visita, siamo risaliti per portare la cartella clinica, comprensiva di tutti i risultati delle visite fatte in quel giorno ed abbiamo consegnato il tutto infermiera, che ci ha dato tutte le indicazioni per l'appuntamento del giorno seguente.......paura O_O

giovedì 13 novembre 2014

Adenotonsillectomia: la nostra esperienza PARTE 1

Parte 1: tutta la nostra esperienza pre-operatoria. 
In attesa dell'intervento di adenotonsillectomia, ossia l'asportazione di adenoidi e tonsille...e l'ansia sale.
Fin qui il percorso non è stato facile e raccontare l'esperienza con il mio bambino (ha 4 anni e mezzo), penso potrebbe essere utile a qualcun altro.


Ad un anno e mezzo (dopo poco aver smesso di allattarlo) 
mio figlio ha iniziato a frequentare il nido ed inevitabilmente, all'arrivo dell'inverno ha iniziato con episodi influenzali, ma che purtroppo per lui, si complicavano con otiti. Non se n'è mai lamentato e per questo per me era sempre difficile saperlo, se non, portandolo dalla pediatra. 
Sono iniziati i suoi primi cicli di antibiotici (scoprendo anche la sua allergia al Supracef con uno shock anafilattico), per un mese è stato a casa, ha fatto 2 visite otorinolaringoiatriche al San Camillo e poi siamo finiti con cortisone, ecc....
Il secondo anno di nido, dicono tutti andrà meglio!, ma non è per tutti così... 

Gli episodi di raffreddamento e le influenze a lui si complicavano sempre a danno delle orecchie... poi Varicella, ecc... "un classico!"
Noi da sempre: lavaggi nasali, rinowash, aerosol....cure omeopatiche preventive e rafforzative del sistema immunitario...
Primo anno di scuola dell'infanzia: checché se ne dica...ancora peggio!!!!
Ha contratto infatti, per ben 5 volte nell'arco dell'anno scolastico, lo Streptococco, con almeno 3 episodi anche con sfogo cutaneo di Scarlattina; eh già!...perché la Scarlattina, a differenza di altre malattie esantematiche, può tornare... Quando capitava, non potevo far altro che comunicarlo alle maestre ed ai genitori, in modo tale da controllare gli altri bambini, perché purtroppo non a tutti sfocia con gli stessi sintomi (mio figlio sempre febbroni oltre i 40°C sin da piccolo, anche per i dentini, figuriamoci!); può presentarsi solo con un mal di gola e per questo può non esser subito individuato senza un tampone faringeo.... e lui, sempre più indebolito, era il primo a riprendersi qualsiasi cosa!

Sempre definito con una "Facies adenoidea", fatto sta, che a marzo scorso, in una visita otorinolaringoiatrica di controllo presso l'Ospedale Bambino Gesu' di San Paolo, visti ormai i livelli di TAS altissimi nel sangue e tonsillite giudicata cronica, il medico prescrisse un day-hospital otorinolaringoiatrico presso la sede di Palidoro. 
Fissato a Giugno (dopo 3 mesi!) quindi abbiamo fatto il day-hospital, con analisi del sangue (da cui uscì fuori anche l'allergia la latte che per ora è stato deciso di non "trattare"...), visita, rx del cranio ed esame audiometrico. La diagnosi è stata purtroppo di prescrizione di un intervento considerato urgente, per la rimozione di tonsille ed adenoidi; l'urgenza dovuta dall'esame audiometrico, in quanto è addirittura risultato un problema uditivo, ossia un timpanogramma piatto per il suo solito orecchio più mal ridotto ed una riduzione uditiva anche nell'altro... 
E' stato uno shock, perché davvero mio figlio non si è mai lamentato, notavo che ogni tanto mi diceva "mamma, cosa hai detto?", ma mai avrei pensato avesse un problema di questo tipo... e me ne sono tanto dispiaciuta...
Quando ho chiamato per prendere un appuntamento, definito urgente, mi hanno indicato come prima data disponibile Maggio 2015!!!! 

L'otorino, bravissimo e disponibile, che lo aveva visitato al day-hospital, si è interessato ed è riuscito a fissare l'intervento per il 12 Novembre 2014...
Nel frattempo da Giugno ad oggi, mio figlio ha preso l'antibiotico 1 volta a settimana come profilassi per arrivare ad uno stato di salute perfetto per l'intervento.
Non vi dico quanto, per tutto, è comunque diminuito il suo appetito, il suo sonno è molto disturbato, ha spesso mal di pancia.... 

Portandolo nei mesi estivi il più possibile al mare (attenta comunque che l'acqua non entrasse nelle orecchie) abbiamo avuto migliorie, almeno per quel che riguarda le orecchie e questo speriamo venga riconfermato quando farà un nuovo day-hospital, il giorno prima dell'intervento. Se le orecchie per ora staranno "bene" (visto che ha preso da Settembre anche antistaminici e vaccino), sarà almeno scongiurato l'intervento di istallazione di un drenaggio auricolare contestualmente all'adenotonsillectomia ...speriamo!!!

L'ansia di un genitore è tanta, sebbene lui sia stato già operato di ernia inguinale a 2 anni e mezzo e quindi so come ha reagito ad un'intervento, un'anestesia (meglio non ricordare!)... ma ogni intervento è a se, anche il più banale e comunque ci si fanno mille domande sul come starà dopo, se è davvero la scelta giusta che un genitore può prendere, se finalmente non starà più così male soprattutto d'inverno....
Sicuramente non è facile e magari può sembrare una banalità con il senno di poi, ma intanto la preoccupazione di un intervento chirurgico, per un genitore c'è.

Dettagli ulteriori sul day-hospital pre-operatorio, sull'intervento e sul post-intervento soprattutto (sensazioni, alimentazione, accortezze, ricovero, riposo, ecc...), li scriverò nella PARTE 2 o forse anche 3!!!! :-)

Intanto, qualcuno di voi vuole raccontare la propria esperienza?